colonnello

08 marzo 2014 , PEPPE AQUARO, CORRIERE DELLA SERA.it, Il Figlio del Capostazione

Corriere della Sera.it, 8 marzo2014

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_marzo_08/ferrovie-dimenticate-viaggio-tracce-binari-incantati-92eb0890-a6a3-11e3-bbe4-676bb1ea55e1.shtml

Il Figlio del Capostazione

un viaggio sulle tracce di binari «incantati», Da Bassano Romano a Passo Corese, pezzi di storia su e giù per l’Italia

di Peppe Aquaro

Quel binario d’incrocio

Cominciamo dalla giornata dedicata alla stazione di Bassano Romano, nel Viterbese, punto d’arrivo e partenza dei treni dal 1916 ai primi anni ‘90. Parliamo della stazioncina attraversata dalla linea Roma-Cesano-Viterbo, e con il binario d’incrocio sotto esame. “Le ferrovie regionali del Lazio vorrebbero toglierlo, ma dal momento che nella prossimità della stazione esiste un dislivello del quindici per mille, d’inverno, col gelo, è necessario che i treni di passaggio siano guidati sul secondo binario, o d’incrocio”, spiega Carlo Leoni, di Bassano, e promotore di una raccolta di duemila firme per non far eliminare quel binario e ripristinare la fermata in stazione.

Il figlio del capostazione

Dal binario d’incrocio alla storia delle ferrovie sabine-reatine e dell’alta valle del Tevere, oggetto d’indagine, il prossimo 22 e 23 marzo, a Passo Corese, nella palestra della scuola media Orazio, in via Fermi. Mario Pietrangeli, Colonnello dell’Esercito, oggi a Milano, è vissuto a Passo Corese, nel comune di Fara Sabina. Suo padre, Giorgio, è stato il Capo Stazione del posto. L’idea quindi di realizzare un Museo di questa Stazione, dalla fine dell’Ottocento a oggi, non poteva che nascere da lui, oltre che dal Comune di Fara Sabina. Nel corso della giornata, attraverso schede didattiche, plastici, modellismo ferroviario di eccellenza e una lezione sulle ferrovie coloniali italiane, si capirà quanto sia importate rivalutare i collegamenti del passato. Con un occhio al futuro. “Della Terni – Viterbo – Civitavecchia, è allo studio la riattivazione del tratto Capranica – Civitavecchia, all’interno di un più ampio progetto che colleghi il Tirreno all’Adriatico. Altro che ferrovie dimenticate”, racconta il colonnello romantico.

Tutti a Bassano

“La nostra stazione servirebbe un paese di poco meno di 5mila abitanti, dei quali molti sono lavoratori pendolari e studenti, costretti a farsi accompagnare alla stazione più vicina, come Capranica-Sutri, a sei chilometri da qui, per raggiungere Roma o Viterbo”, conclude Leoni, il quale ha deciso di mobilitare concittadini e curiosi, sabato 8 e domenica 9 marzo, davanti al piazzale della stazione, dalle 10,30 alle 17,30. Le stazioni sono patrimonio collettivo, come i monumenti. A proposito, contrariamente a quanto accade per altre ferrovie dimenticate, lungo i binari della stazione di Bassano non si cammina (qui i treni non si fermano, certo, ma continuano a transitare), allora si può approfittare della giornata per visitare Bassano, alla ricerca di vie, piazze e palazzi all’interno dei quali sono stati girati film come il Gattopardo o il Marchese del Grillo.

 

Viaggio nel tempo

Eccoci lungo un’altra camminata in un tratto di ferrovia dismessa, da Capranica a Civitavecchia, per la precisione tra Civitella Cesi e Monteromano, attiva dal 1928 al 1964. La organizzano, il prossimo 10 maggio, le sedi Touring club di Viterbo e Roma. Il percorso è di quelli impegnativi, “ma la vecchia ferrovia, i resti archeologici e il paesaggio circostante ripagheranno dall’impegno affrontato”, ricordano gli organizzatori Vincenzo Ceniti e Antonello Ghera, rispettivamente consoli Touring per Viterbo e Roma. Si parte alle 9,30 da Barbarano Romano per poi attraversare una galleria, il ponte sul Mignone, tra le più ardite opere ingegneristiche dei primi del Novecento, e l’insediamento preistorico di Luni.

 

 

 

 

 

 

2003 EXERCISE ARRCADE ENGINEER 2003 Col. Mario Pietrangeli

EXERCISE ARRCADE ENGINEER 2003

Col. Mario Pietrangeli
(sito angetbo)

 

Un’esperienza assolutamente indimenticabile. Non credo esistano parole più appropriate per racchiudere in un giudizio sintetico quello che mi ha lasciato la conclusione della recente esercitazione “ARRCADE ENGINEER 2003” svoltasi nella settimana dal 24 al 28 Novembre. Ma andiamo con ordine; dopo una serie di riunioni di coordinamento il personale del Reggimento che doveva partecipare all’esercitazione è stato suddiviso in due aliquote: una che potremmo definire “operativa” denominata aliquota ferroviaria, addetta alla parte di armamento ferroviario dell’esercitazione, agli ordini del Cap. Amedeo NELLI ed una “logistica”, agli ordini del Magg. Guido CAMPESE, imperniata sulla movimentazione del Convoglio di Pronto Intervento. Dopo i numerosi sforzi compiuti da tutto il personale del Reggimento, a vario titolo impegnato nell’organizzazione e a cui credo vada tributato un plauso per quanto fatto, l’esercitazione è potuta finalmente partire.
Le due aliquote si sono mosse in tempi distinti: l’aliquota ferroviaria è partita per Roma il 18.11 e si è da subito occupata dell’allestimento e della preparazione del cantiere di lavoro (situato presso il Deposito militare di Vitinia, a sud di Roma); il Convoglio e tutto il personale addetto sono invece stato movimentato il 24.11 giungendo alla stazione di Ciampino in tarda serata, parcato presso il binario n.6 della stessa stazione. I due giorni successivi sono serviti alle due aliquote per espletare compiti totalmente differenti: l’aliquota ferroviaria ha potuto affinare la propria attività dimostrativa presso il cantiere di Vitinia (che consisteva nel ripristino di un tratto di binario supposto devastato da un attentato terroristico), sotto il vigile controllo del Comandante di Reggimento, Col. Mario PIETRANGELI, del Comandante di Battaglione, Ten. Col. Emanuele MAIDA e del Magg. Guido CAMPESE; nel frattempo, presso la stazione di Ciampino fervevano i preparativi per la giornata del 26.11, dedicata alle visite al Convoglio. Nonostante il pessimo tempo meteorologico, l’afflusso di visitatori ha ampiamente superato ogni più rosea aspettativa: con il contributo della protezione civile e della polizia ferroviaria della stazione di Ciampino (di cui va rilevata la disponibilità e la gran professionalità) nel corso dell’intera giornata sono stati oltre 600 le persone venute a “sbirciare” all’interno del nostro treno che ha indubbiamente suscitato nella Comunità ciampinese notevole curiosità. Tra loro merita una menzione particolare il Sindaco di Ciampino, giunto in visita con altre autorità locali nel pomeriggio. Ma ben poco è durata l’euforia della giornata: la sera tutto il personale era già proiettato al 27.11, giornata clou dell’esercitazione dal punto di vista militare. La mattina alle 08:00 circa è, infatti, giunta alla stazione di Ciampino una delegazione NATO composta da personale effettivo all’ARRC (acronimo inglese di Comando alleato di Reazione Rapida) con base in Germania. Circa 50 fra Ufficiali e Sottufficiali, accompagnati da Magg. Gen. Giuseppe VALOTTO e dal Ten. Col. BINDI, hanno preso posto sul treno; dopo una breve visita è stata loro proiettata una presentazione del Reggimento Genio Ferrovieri, con la quale è coincisa la partenza del treno alla volta di Ponte Galeria, viaggio durante il quale il personale ha potuto fare un “giro panoramico” di Roma. Giunti dopo circa un’ora alla stazione di Ponte Galeria la delegazione è stata quindi accompagnata, a bordo di pullman militari, a Vitinia, dove l’Unità ferroviaria ha potuto mettere in mostra la professionalità del personale del Reggimento. Al termine dell’attività dimostrativa numerosi sono stati i complimenti da parte dei componenti la delegazione e degli ospiti intervenuti per l’occasione: uno splendido successo per il Reggimento tutto!.
Il giorno successivo è giunta l’ora della partenza, con il Convoglio che ha lasciato Ciampino intorno alle 07:00 giungendo nel secondo pomeriggio a Castel Maggiore.
Cosa resta di una simile attività? Senza ombra di dubbio l’ennesimo splendido ricordo di un’attività in cui la coesione tra autorità civili e militari ha dimostrato tutta la sua valenza. Grazie alla massima disponibilità dimostrata da tutta la Comunità di Ciampino e all’ottimo lavoro svolto del personale del Reggimento è stato possibile realizzare un’esercitazione che ha travalicato il fine prettamente militare, riportando in primo piano anche il rapporto con la Comunità civile. Un’esperienza sicuramente da ripetere.